
La storia dei Diamanti creati in laboratorio
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I diamanti creati in laboratorio, o lab grown diamonds, hanno vissuto un boom negli ultimi anni, ma le loro origini risalgono a molto tempo fa. Ripercorriamole insieme per scoprire come e perché oggi occupano una posizione strategica nel mondo della gioielleria.
L'uomo ha cercato di imitare la natura creando diamanti sintetici per secoli. Tutto è iniziato nel 1772, quando Antoine Lavoisier scoprì che il diamante è una forma cristallina di carbonio. Si aprirono così le strade a numerosi tentativi di convertire quest ultimo in diamante.
Ecco alcune tappe fondamentali per ricostruire la storia dei diamanti creati in laboratorio:
- I primi Lab Grown Diamonds furono prodotti nel 1952 da Union Carbide utilizzando il metodo CVD (Chemical Vapor Deposition). Inizialmente, questi diamanti venivano impiegati per usi industriali, ad esempio nelle telecomunicazioni e nell’ottica laser.
- Nel 1954, gli scienziati della multinazionale americana General Electric risucirono ad individuare la corretta combinazione di calore, pressione e temperatura per coltivare in modo affidabile i diamanti in laboratorio attraverso il metodo HTHP (High Temperature High Pressure).
- Nel 1971 il GIA (Gemological Institute of America) pubblicò il primo studio scientifici sui diamanti creati in laboratorio. Sebbene venissero prodotti milioni di carati di diamanti sintetici industriali ogni anno, nessuno di essi era sufficientemente grande o di qualità sufficientemente buona per l'industria delle gemme.
Tutto cambiò nello stesso anno, quando la General Electric annunciò di aver creato diversi diamanti sintetici di qualità gemma e li inviò al GIA per l'analisi. Fu allora che gli scienziati del GIA pubblicano il primo studio scientifico sui diamanti creati in laboratorio, attirando l'attenzione del mondo della gioielleria.
In un primo momento, questi diamanti non erano economicamente fattibili per l'uso in gioielleria, a causa degli elevati costi di produzione. Tuttavia, le ricerca condotte tra Asia, Russia, America e Giappone hanno portato in breve tempo allo sviluppo di tecniche più avanzate ed efficienti che hanno permesso alle gemme create in laboratorio di iniziare a essere impiegate anche in ambito gioielliero.
Negli anni 2000 vennero scoperti nuovi metodi di deposizione chimica per la creazione dei diamanti e dal 2010 i diamanti creati in laboratorio diventano disponibili anche nel mercato della gioielleria in quantità commerciali. Negli ultimi anni, grazie ai progressi scientifiche e tecnologici, si è riusciti a creare gemme e diamanti di dimensioni e qualità adatti al mondo della gioielleria, con caratteristiche qualitative che hanno superato quelle dei diamanti estratti in miniera.
Oggi, i metodi per ottenere diamanti sono tre:
- L’estrazione mineraria
- Il metodo HTHP (High Pressure High Temperature
- Il metodo CVD (Chemical Vapor Deposition)
Per scoprire nel dettaglio come nasce un diamante creato in laboratorio, puoi leggere il nostro articolo qui